My Weblog: kutahya web tasarim umraniye elektrikci uskudar elektrikci umraniye elektrikci istanbul elektrikci satis egitimi cekmekoy elektrikci uskudar kornis montaj umraniye kornis montaj atasehir elektrikci beykoz elektrikci

  • Area privata
  • Contatti
  • Foto

    0 611

    Almaviva per Napoli

    la vertenza Almaviva ha oggi un nuovo capitolo nella sua storia. Oggi siamo riusciti a avere una copia dell’accordo che negli ultimi giorni dello scorso anno ha diviso e fatto prendere due strade diverse ai colleghi che lavorano nella sede di Napoli e che lavoravano nella sede di Roma.

    Per i colleghi di Roma ho usato il verbo passato, perchè come tutti noi ben sappiamo, il loro percorso lavorativo con Almaviva si è concluso perchè le RSU di Roma, ma sopratutto i suoi lavoratori si erano opposti a questo tipo di accordo al ribasso.

    Questa sarà l’unica parola che ho intenzione di scrivere su questo accordo, anche se io personalmente giudico l’accordo che le RSU di Napoli hanno firmato, pesantemente a carico dei lavoratori e che porta all’interno della nostra categoria, temi e provvedimenti che ASSTEL ha sempre cercato di inserire nel CCNL delle Telecomunicazioni, in attesa e nella speranza di fare un CCNL solo per il nostro settore call-center.

    Non mi esprimo ulteriormente, perchè non posso e non intendo giudicare le idee altrui e le loro necessità, e mi limito – per quanto possibile e in modo asettico-  solo a riportarne i fatti e a riportare l’intero accordo tramite le foto che allego all’articolo.

    Quello su cui invece mi voglio soffermare e sottolineare è l’evidente disparità di trattamento, l’evidente e l’insopportabile indisponibilità aziendale nel accettare, valutare e discutere le decisioni diverse dei suoi stessi lavoratori impiegati.

    A Roma le persone avevano scelto di non sottostare al ditkat aziendale e puntualmente sono state pesantemente punite.

    Questo è il punto focale, a mio modesto parere, di tutta questa vicenda, Ognuno di noi ha il sacrosanto diritto di poter dire la propria idea, di poter decidere e partecipare attivamente alle decisioni che coinvolgono il suo futuro, ma soprattutto abbiamo il diritto che i nostri rappresentanti sindacali devono avere la possibilita di cercare una soluzione, e devono poter concertare con i padroni.

    Oggi, nel mente scrivo questo articolo, non è così.

    Allego le foto dell’accordo. Leggetelo con attenzione. Giudicatelo e fatevi la vostra idea su come loro ci vogliono ridurre e su come loro intendono il nostro lavoro.

    IMG-20170218-WA0005

    IMG-20170218-WA0012IMG-20170218-WA0007IMG-20170218-WA0006IMG-20170218-WA0008IMG-20170218-WA0011IMG-20170218-WA0010IMG-20170218-WA0009

    0 832

    La Democrazia di serie A e di serie B

    È passato molto tempo da quando abbiamo pubblicato l’ultimo nostro articolo in cui vi raccontavamo del possibile licenziamento per chi si trova in uno stato di malattia continuativa e cronica e da quell’articolo fino a oggi sono successe tante cose, su cui io ho deciso di tralasciare il racconto, per il semplice fatto che attendevo di assistere alla loro conclusione.

    Faccio riferimento alla annosa e per tanti nostri ex-colleghi, questione “Almaviva” che in questi giorni è stata riportata dai vari media nazionali e non, per il licenziamento di 1666 persone della sede di Roma.

    Nel seguente articolo che andrete a leggere, io mi voglio soprattutto soffermare nel merito di questo “licenziamento di massa” che nel nostro settore, non ha mai vissuto in tali numeri e con tutte le sue naturali conseguenze, almeno negli ultimi anni.

    La situazione Almaviva è ben nota e sinceramemte non credo che ci sia la necessità di rammentarla, – ci sono molti articoli nel nostro archivio- fatto sta che in questo periodo a cavallo tra l’appena trascorso 2016 e il 2017, è stata presa la drastica e inappellabile decisione di lasciare a casa 1666 colleghi.

    E il conto dei licenziati poteve essere ben più alto, visto che la richiesta di messa in mobilità riguardava anche le persone che lavorano nella sede napoletana. Ma entriamo nei fatti e cerchiamo di ricostruire l’accaduto.

    FB_IMG_1459531392341

    il 21 dicembre presso il MISE a Roma era stato convocato un tavolo per cercare di trovare un accordo che scongiurasse il licenziamento di oltre 2500 persone, – i lavoratori delle sedi di Napoli e Roma – nel cuore della notte, erano all’incirca le 02.00, i rappresentati per Almaviva presentano ai vari delegati sindacali presenti l’unico accordo possibile; ossia quello che prevede un taglio del salario – fino al 17% dell’importo della busta paga – e l’applicazione del famigerato controllo a distanza, con la conseguente e naturale non applicazione del CCNL vigente. Oltre a altri pesanti interventi a carico dei lavoratori, per un periodo di tre mesi, in modo tale – a dir loro – di ritornare a un ennesimo tavolo per trovare la tanta sospirata soluzione finale.

    Le RSU di Roma, prima di questo incontro avevano organizzato varie assemblee, con il preciso intento di esporre l’attuale situazione e dopo aver consultato le persone, avere il loro mandato.

    Nella varie assemblee svolte, la maggioranza aveva dato il mandato a non firmare alcun accordo al ribasso.

    E qui il colpo di scena. Almaviva che nel bel mezzo della notte, cala l’unica carta valida che quei giocatori avevano al tavolo e con il motto ” o la borsa, o la vita” pretendono la firma dei vari delegati su quell’accordo per cui i lavoratori di Roma avevano detto no.

    Il sindacato può avere tanti difetti, in fondo è composto da uomini che prevalentemente danno il loro contributo dettato dalla propria passione e quindi non sono esenti da possibili errori, ma di sicuro non ha il difetto della mancata applicazione della volontà della maggioranza dei lavoratori e quindi non hanno sottostato a quel ricatto e si sono presentati nei giorni successivi davanti ai lavoratori per chiedere il loro parere.

    FB_IMG_1455794152881

    E il risultato è stato frastagliante,

    590 persone hanno detto si, 430 hanno scelto di dire no e addirittura il restante dei lavoratori si è astenuto.

    Ma per Almaviva questo non interessa.

    Per Almavavia la scelta democratica dei suoi lavoratori non ha valore. O si firmava nel cuore della notte – lasciando tutto il peso di tale scelta sulle spalle dei delegati sindacali, che poi non sono altro che lavoratori – oppure si mandava a casa ben 1666 cuori. Si avete letto bene: milleseicentosessatasei persone.

    E qui mi riporto al titolo di questo articolo, qui vengo a domandare a voi quale sia il peso delle nostre scelte, il peso delle nostre riflessioni e delle nostre decisoni; ossia quale sia il significato di Sindacato.

    Perchè il sindacato siamo noi, lo siamo appunto con le nostre decisioni che poi facciamo avere alla nostra controparte tramite i delegati sindacali che noi eleggiamo. Per Almaviva la risposta è quella che tutti noi sappiamo, forse lo è anche per l’attuale governo, che nonostante sia stato l’ospite, ma soprattutto il mediatore della vertenza, non ha impedito che la democrazia non sia stata rispettata.

    La mia risposta e mio personalissimo parere è questa;  io credo che sia fondamentale dare una risposta forte e inamovibile a questi, io credo che sia necessario, perchè il baratro che è stato aperto con questi 1666 licenziamenti, non è stato aperto solo sotto i piedi dei lavoratori e delle lavoratrici di Roma, ma è stato aperto sotto tutte le postazioni di lavoro di tutti noi. Da Roma, a Palermo, passando per MIlano come per Bologna. Tutti noi siamo a rischio. Soprattutto perchè con questo gesto è stato cancellato il sindacato dei lavoratori della comunicazione, perchè se non viene e non verrà più permesso di esprimersi, se non verrà più tutelato e valorizzato il volere dei lavoratori, l’essenza stessa del sindacato – la contrattazione . viene meno.

    Credo sia fortemente necessario indire una mobilitazione generale, perchè questo gesto travalica le categorie e coinvolge tutti i lavoratori, perchè è fondamentale dare un immediato segno per fare capire ai vari “Almavivetti del quartierino” che noi ci siamo, che noi siamo vivi, che nonostante 1666 persone nel 2017 sono state sbattute su una strada, noi non ci intimoriamo.

    Noi siamo ancora vivi.

    Noi vogliamo leggi e tutele dei diritti che abbiamo conquistato e che ci permettino di continuare a dare un lavoro e un salario per i nostri cari. Perchè se è vero che il comunismo mangiava i bambini, possiamo altresi dire che questo attuale mercato del lavoro, con questa esaltazione della libera concorrenza, i bambini non li fà nemmeno crescere.

    SCIOPERO GENERALE!

    FB_IMG_1458862186923

    #siamotuttialmaVIVI

    Giacomo Jack Rossano.

    0 800

    #9marzoalMISE

    Tra 24 ore esatte, a Roma presso il Ministero dello Sviluppo Economico inizierà l’importante incontro ministeriale tra tutte le parti coinvolte nella grave vertenza che vede a rischio di licenziamento ben 8000 persone.

    Noi come RSU Call&Call saremo presenti, anche se con una semplice delagazione. Ma tutte i visi, tutti i sorrisi, i dubbi, ma sopratutto le speranze delle persone che ci hanno messo la faccia, saranno con noi.

    Ci vediamo in piazza!

    #renzisveglia #renzirispondi #callcenter #il9marzoalMISE #siamotuttialmaviva #siamotuttiuptime #noigepincontact

    0 1163

    #siamotuttiuptime
    Articolo 1 della Costituzione Italiana:
    “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”

    Gli articoli Costituzionali, ossia le idee e lo spirito delle persone che hanno liberato l’Italia dalla dittatura fascista e dal nazismo tedesco, oggi come oggi sono spesso dimenticate, bistrattate e addirittura messe in discussione per una eventuale riscrittura e ammodernamento.

    Ma fino all’ultimo secondo in cui non verrà terminata l’eventuale riscrittura di una nuova Costituzione Italiana, tutti noi siamo tenuti e obbligati a rispettare e a tutelare quella che abbiamo oggi. Ma cosa succede quando chi non rispetta la Costituzione Italiana è chi ha scritto gli articoli e li deve difendere?

    Poste Italiane spa è come tutti noi sappiamo un’azienda – una delle poche, vista l’incomprensibile fretta di cedere le aziende statali- che ha ancora il 60% delle sue azioni in mano allo Stato Italiano, ossia il soggetto che a suo tempo ha scritto l’articolo 1 della Costituzione Italiana, ma che nonostante questo ha deciso di licenziare ben 100 persone, in maggioranza donne e mamme che lavorano per Uptime spa.

    Uptime spa lavora per il numero verde 803 160 di Poste Italiane spa, che dopo una lunga e travagliata vertenza ha deciso di rescindere dalla collaborazione con GEPIN -Uptime spa è partecipata sia da Poste Italiane 30% che da GEPIN- e cosi lasciare a casa e senza lavoro ben 100 persone.

    Ma questo non è tutto, tralasciando il travagliato percorso dal momento della nascita, che nel lontano 2003 da una cessione di ramo d’azienda crea la Uptime spa -50%GEPIN, 30%OMEGA (vi dice nulla questo nome?) 20%Dda- passando dal fallimento OMEGA – anno 2009 (vi ricorda nulla?) – le lavoratrici e i lavoratori arrivano ai giorni nostri e dopo ben 15 anni di onorato servizio e dopo l’arresto per bancarotta fraudolenta di Zavaroni -Presidente di GEPIN,società di maggioranza – vengono a sapere che Poste Italiane hanno l’intenzione di inserire le attività lavorate da Uptime in una nuova gara d’appalto.

    FB_IMG_1455820843840

    Il resto di questa drammatica storia è quella che oggi tutti noi che lavoriamo nei call-center conosciamo, ossia quella della gara che Poste Italiane ha appaltato a varie società a un costo irrisorio che non è sostenibile da nessuna azienda seria che lavora sul territorio Italiano con tutte le agevolazioni possibili, persino usufruendo degli sgravi fiscali che il “Jobs act” mette a disposizione non è possibile sostenere una commessa che viene pagata da Poste Italiane tra i 29 e i 33 centesimi al minuto.

    Ma Poste Italiane –ricordiamo la partecipazione del 60% dello Stato Italiano – la pensa diversamente. Non si preoccupano affatto della ricaduta che questa scellerata decisione può avere e sta causando a migliaia di persone e in particolare ai 100 operatori di Uptime. Non si preoccupa di questo nemmeno lo Stato Italiano, che nel caso di licenziamento di queste persone, dovrà attivare i sostegni economici e gli armonizzatori sociali, con ulteriori spese che saranno a carico di tutti noi, lavoratori e lavoratrici, cittadini e cittadine che regolarmente paghiamo le tasse che ci vengono prelevate direttamente dalle nostre competenze in busta paga.

    Ma non hanno fatto i conti con le 100 donne e 100 mamme di Uptime, non hanno fatto i conti con la loro determinazione, la loro rabbia, la loro voglia di giustizia e la voglia di gridare la verità, quella che al momento le vedono in difficoltà, ma che alla fine di questo bieco gioco le vedrà vincitrici. E nel frattempo si danno da fare; si mobilitano, rilasciano interviste, cercano contatti per sensibilizzare la cittadinanza – come hanno fatto con noi – e pensano anche al prossimo, provocatoriamente pensano al prossimo, donando il loro sangue per aiutare chi ne può aver bisogno, così in modo che Poste Italiane non glielo possa portare via.

    volantino donazione sangue sciopero

    Scrivo e firmo questo articolo, di questa storia in cui mi sono appassionato, mi sono reso partecipe, in cui mi sento protagonista, perché anch’io ho vissuto quello che hanno vissuto e stanno vivendo le lavoratrici e i lavoratori di Uptime, perché quella stessa incertezza mista alla voglia di fare e di trovare una soluzione, io l’ho vissuta 6 anni fa, in quei 100 giorni di Lotta Perfetta che mi hanno visto insieme ai miei colleghi vincere una difficile vertenza dopo il fallimento Answers e della OMEGA.

    Scrivo e firmo questo articolo – non lo avevo mai fatto prima – anche e soprattutto per manifestare il mio rispetto e la mia vicinanza a tutte quelle persone, che seppur non conosco, sento particolarmente vicine e care.
    Un abbraccio.
    Giacomo Rossano Romani RSU SLC\CGIL Call&Call Pistoia.

    Alleghiamo una cronostoria della Uptime, foto di alcuni colleghi e video.
    Per cortesia condividete.
    Grazie.

    FB_IMG_1455820859544

    su Facebook cercate e cliccate “mi piace” su Siamo Tutti Uptime

    • Nel 1/1/2003, per effetto di una cessione di ramo d’azienda, di cui in allegato, nasce la Uptime Spa(50% Gepin, 30% omega, 20% Dda)i
    • . il lavoratori coinvolti sono: 140 circa. All’ epoca al ministero delle comunicazioni è insediato Gasparri, e sin dal primo momento si parla di un interesse di alleanza nazionale per la cessione considerati i rapporti politici sia dei vertici di gepin che di quelli di omega
    • Le attività cedute riguardano: assistenza clienti dedicati Sda, risposta telefonica numero verde poste e assistenza clienti reclami per paccocelere1, pacco celere 3, pacco ordinario, help desk Sda.
    • L’attività, contrattualizzata attraverso accordo commerciale tra Poste/Sda e Uptime in realtà viene svolta in maniera indifferenziata dal personale di Uptime, di Gepin e di Omega.
    • Il primo contratto di durata 3+3 anni si protrae attraverso proroghe annuali automatiche che con comportano una rivisitazione delle clausole commerciali.
    • Anno 2009 fallisce Omega’assetto societario viene rivisto: 70% Kepi 30% Sda. I lavoratori di omega, tutti licenziati, che decidono di fare causa per interposizione di manodopera ad Ultime(il contratto in essere era quello tra poste e Ultime) vengono reintegrati negli anni successivi.
    • Sin dal 98/99  gli ex lavoratori Sda, poi esternalizzati,hanno fondato i servizi di assistenza sia Sda che poste. Il livello di professionalità ad oggi è tale che ha comportato un’autonomia decisionale sulla chiusura delle pratiche. In sede è presente personale di poste italiane  per la gestione dei casi particolari. Ai clienti rispondiamo come assistenza clienti poste italiane e interloquiamo con uffici postali e vari esponenti di direzione poste. In tutti i casi i rapporti vengono finalizzati come fossimo personale diretto di poste.
    • Anno 2015. Nel febbraio 2015 Zavaroni presidente di Gepin e azionista di maggioranza di Uptime finisce in carcere con l’accusa di bancarotta fraudolenta relativa a una società da lui gestita in anni precedenti(Getek)
    • Il ramo contact di Gepin viene venduto a una società immobiliare, la Samo.
    • Solo a seguito dell’arresto di Zavaroni iniziano a circolare le voci che sul fatto che le attività da noi gestite saranno inserite in un bando di gara(in realtà si tratta di affidamento selezionato tramite inviti riservati di poste)e che esiste una precisa volontà da parte di poste di dismettere la partecipazione azionaria, detenuta attraverso Sda, in Uptime.
    • La gara è stata pre.assegnata il 25 novembre e uptime è fuori!Poste ha aperto le buste e il lavoro di uptime, ricompreso in più lotti, è stato spartito tra diverse società ad un prezzo così basso(tra i 29 e ii33 cent)da rendere impossibile il pagamento regolare di qualsiasi lavoratore! Così Poste e Sda dopo 15 anni  scaricano 100 lavoratori, per 80 %  Donne e Mamme, e l fanno assegnando le loro attività a società molto discusse e con conosciuti problemi di liquidità e contenziosi con lo Stato per mancato pagamento di Iva e Contributi. A meno di un mese dall’approvazione delle clausole sociali con cui Governo e Parlamento hanno inteso regolare la barbarie dei cambi d’appalto nell’attività di call center, i manager di un’azienda pubblica privi di etica e responsabilità sociale danno uno schiaffo alle Istituzioni scaricando i  lavoratori ch da 15 anni, gli dedichiamo un pezzo importante della loro vita!osi
    • In questo modo si determinerà la condizione per cui i 100 lavoratori di Uptime, per l 80 % mamme e donne, già dipendenti Sda e che operano come personale di poste italiane, non avranno  alternativa che una lunga stagione di declino professionale che sfocerà, alla fine dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali, nella inevitabile chiusura del rapporto di lavoro
    • Un esperto del lavoro coadiuvato da uno studio legale, invitato a un’assemblea dei lavoratori, ha asserito che esistono tutte le condizioni per intentare causa a poste per interposizione di manodopera  con ottime possibilità di successo. In questi giorni i lavoratori stanno avviando l’iter legale. Tale soluzione comporterà un inutile dispendio di denaro pubblico da parte di poste (l’opposizione ai licenziamenti che potrebbe essere tranquillamente evitata attraverso una soluzione in bonis che dia garanzia di continuità occupazionale)
    • Da luglio 2015 i lavoratori uptime spa hanno intrapreso una serie di iniziative, su lungo periodo con:3 dicembre con una manifestazione sotto poste viale europa,  , il 9 dicembre con una manifestazione presso piazza Montecitorio, e un presidio costante sotto poste italiane dal 4 dicembre che continua ad oltranza, insieme ai volantinaggi quotidiani nei più grandi uffici di roma.
    • Il 18 gennaio abbiamo organizzato lo “sciopero delle mutande con lo slogan”poste ci sta mettendo in mutande”
    • Il 22 gennaio lo sciopero dei fantasmi
    • Il 27 gennaio abbiamo organizzato lo sciopero del sangue con lo slogan “se poste vuole il nostro sangue noi non glielo diamo, lo domiamo,
    • Stiamo organizzando lo sciopero dei calendari per far si che poste scelga una data per il tavolo di trattativa per farsi carico di 100 lavoratori, per lo più donne e mamme, che non devono essere le vittime sacrificali dei giochi politici dei manager di poste

    i video di #SiamotuttiUptime

    https://youtu.be/19iNIpTNJ_g

    https://youtu.be/4dZFZ98GIXU

    https://youtu.be/6og8ufXZcjo

    FB_IMG_1455820798612

    FB_IMG_1455820853599

    0 822

    PhotoGrid_1454161317319www.rsupistoia… sta crescendo!

    È da poco meno di un anno, che siamo in linea, – il nostro primo articolo è stato pubblicato nel maggio del 2015 – e in questo breve e intenso anno, abbiamo scritto tantissimi articoli, denunciato soprusi, e festeggiato insieme le buone notizie che hanno reso, e renderanno più vivibile il nostro settore. Ma a noi questo non basta, e oggi come ieri, ribadiamo lo scopo e l’obbiettivo del nostro sito web: dare visibilità e uno spazio per comunicare a tutti i delegati sindacali, e lo stesso spazio a tutti i lavoratori nei settori in cui la nostra sigla – SLC\CGIL – opera ogni giorno, tutelandone i diritti.

    In questo nostro articolo, abbiamo il piacere di comunicarvi la “nascita” di due nuove categorie all’interno del nostro sito: Telecom Italia, e Wind.

    Infatti da oggi inizia la collaborazione con due delegati; il compagno Samuele Falossi, coordinatore regionale Toscana SLC\CGIL e il compagno Marco Buti, RSU Wind.

    La collaborazione che andremo a iniziare nei prossimi giorni, e che oggi viene ufficializzata, consiste nel mettere a disposizione lo spazio web del nostro sito, per i loro articoli, problematiche, e iniziative che le RSU di Telecom e Wind metteranno in atto. Questo è sempre stato l’ambizioso progetto che noi ci siamo prefissati,  e che grazie al contributo della Segreteria AREA VASTA FIRENZE-PRATO-PISTOIA finalmente abbiamo la possibilità di realizzare.

    Detto questo, fate un passaparola tra i vostri colleghi, e suggerite di aggiungere nella loro lista preferiti sul web, questo indirizzo: www.rsupistoia.it

    Ne leggerete delle belle!

    0 1147

    Assemblea rretribuita dei Lavoratori 

    Le RSU Call&Call Pistoia comunicano di aver indetto per il giorno di lunedi 14 settembre 2015 le assemblee retribuite dei Lavoratori con la partecipazione di Samuele Falossi Coordinatore regionale Toscana SLC/CGIL e con Irene Marabos  della Segreteria Area Vasta Firenze-Prato-Pistoia SLC/CGIL con il seguente ordine del giorno:

    • Incontro RSU Call&Call La Spezia e Pistoia con l’azienda per discussione attuazione cassa integrazione in deroga

    • Varie e eventuali

    con gli seguenti orari:

    • 09,30 – 10,30

    • 11,00 – 12,00

    • 12,30 – 13,30

    • 15,00 – 16,00

    • 16,30 – 17,30

    Invitiamo tutti i Lavoratori a partecipare a una delle seguenti assemblee. Per chi fosse impossibilitato a partecipare, vi ricordiamo che sul nostro sito www.rsupistoia.it sarà presente un resoconto di una delle assemblee tenute.

    Assemblee del 14

     

    Le RSU Call&Call Pistoia

     

    0 1434

    είμαστε όλοι Έλληνες (Siamo tutti Greci)

    Pubblichiamo un appello che Mario Fuso, Segretario Generale CGIL Firenze ha rivolto a tutti i delegati e agli iscritti:

    “Care compagnie cari compagni in queste ore si stanno organizzando iniziative e mobilitazioni per sostenere le ragioni democratiche del popolo greco nel prossimo referendum di domenica 5 luglio. la posizione della CGIL sul tema del debito greco è nota da tempo ed è stata ribadita in questi giorni dalla Segreteria Nazionale. invitiamo pertanto iscritti e militanti a partecipare alle varie iniziative nel territorio e in particolare alla seguente che riceviamo e inoltriamo.

    un saluto”

    Mauro Fuso

    Segr. Gen. CGIL Firenze.

    Come delegati sindacali in sigla SLC/CGIL vi invitiamo a firmare e diffondere la petizione europea che si trova sul sito:www.change4all.eu 

    L’Europa è a un bivio. Non stanno solo cercando di distruggere la Grecia, stanno cercando di distruggere tutti e tutte noi. È il momento di alzare la nostra voce contro i ricatti delle oligarchie europee.

    Domenica prossima il popolo greco potrà decidere di rifiutare il ricatto dell’austerità votando per la dignità, con la speranza di un’altra Europa. E’ un momento storico, che impone a ciascuno in Europa di schierarsi.

    Diciamo NO all’austerità, ad ulteriori tagli alle pensioni, ad altri aumenti delle imposte indirette. Diciamo NO alla povertà e ai privilegi. Diciamo NO ai ricatti e alla demolizione dei diritti sociali. Diciamo NO alla paura e alla distruzione della democrazia. 

    Screenshots_2015-07-02-16-44-35

    Diciamo insieme SÌ alla dignità, alla sovranità, alla democrazia e alla solidarietà con il popolo greco.

    Questa non è una questione tra la Grecia e l’Europa. Riguarda due visioni contrapposte di Europa: la nostra Europa solidale e democratica, costruita dal basso e senza confini. E la loro versione che nega la giustizia sociale, la democrazia, la protezione dei più deboli, la tassazione dei ricchi.

    Basta! È troppo! Un’altra Europa è possibile ed è davvero necessaria.

    Costruiamo un forte OXI, un chiaro NO europeo. Troviamo il nostro modo per dire NO in tutte le lingue d’Europa! Troviamo il nostro modo per dire OXI!

    Domenica sarà un giorno decisivo per l’Europa. Per noi, popolo europeo. Per i nostri sogni, per le nostre speranze. Difendiamo insieme la dignità, i diritti, la democrazia.

    Cambia la Grecia Cambia l’Europa – riunione unitaria di organizzazioni, reti e movimenti del 29 giugno 2015

    appuntamenti: flash mob esposizione di striscione giovedì 2 al biancone ore 18.00 manifestazione – fiaccolata venerdì 3 ore 21 da santo spirito sui lungarni… slogan: si alla democrazia, NO-OXI all’austerità.

    0 734

    Pubblichiamo direttamente dal sito del Ministero dello Sviluppo Economico una nota stampa relativa al verbale di riunione per il call-center People Care di Guasticce tenutasi in data odierna. Nel momento in cui scriviamo sono in corso a Guasticce le assemblee dei lavoratori.

    “In data 24 giugno 2015, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, si è tenuto un incontro relativo alla situazione del call center People Care di Guasticce, Comune di Collesalvetti (LI). Alla riunione, presieduta dal Dr. Giampietro Castano, alla presenza dell’Avv. Michela Porcaro dell’Unità Gestione Vertenze Imprese in Crisi del Ministero dello Sviluppo Economico, hanno partecipato il Presidente Dr. Enrico Rossi, l’Assessore Dr. Gianfranco Simoncini, il Dr. Alfonso Musci, il Dr. Tiziano Carradori e il Dr. Paolo Tedeschi per la Regione Toscana, il Presidente Dr. Alessandro Franchi per la Provincia di Livorno, il Sindaco Dr. Filippo Nogarin e l’Assessore Dr.ssa Francesca Martini per il Comune di Livorno, il Sindaco Dr. Lorenzo Bacci per il Comune di Collesalvetti, la Dr.ssa Amalia Bigatti per la società Comdata S.p.A., le Organizzazioni Sindacali di categoria FISTEL-CISL, SLC-CGIL, UILCOM-UIL, TELECOMUNICAZIONI-UGL e le RSU.

    Durante la riunione è stata comunicata la possibilità per gli ex lavoratori di People Care, licenziati a decorrere dalla fine del mese di maggio, di confrontarsi con una nuova opportunità professionale. In particolare, la società Comdata S.p.A., importante player nel settore dei call center in Italia, ha dato la propria disponibilità ad aprire a Guasticce una newco da essa stessa controllata, al fine di gestire la commessa Seat Pagine Gialle, sempre che la società SEAT Pagine Gialle S.p.A. convenga sul trasferimento dell’attività e non ci siano costi aggiuntivi per Comdata. Ammesso che tutte le azioni preliminari e necessarie abbiano buon esito, la newco occuperà 170 lavoratori part time a 20 ore e 5 lavoratori indiretti.

    Contestualmente, è stata data dalla società Comdata S.p.A. la disponibilità ad assumere sino a 70 lavoratori part time a 20 ore nel sito di La Spezia.

    Infine, si è convenuto di istituire un tavolo permanente avente ad oggetto ulteriori ed eventuali possibilità di reimpiego degli ex lavoratori People Care, che andranno a costituire un bacino preferenziale da cui attingere sul territorio.

    Il Ministero dello Sviluppo Economico riconvocherà il tavolo appena esaurite tutte le operazioni preliminari e necessarie.”

    Continuate a seguirci per ulteriori aggiornamenti.

    fonte: http://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/impresa/imprese-in-difficolta/verbali/2032932-verbale-di-riunione-people-care-di-guasticce

    0 954

    Si è concluso pochi minuti fa l’incontro tra la RSU e l’azienda previsto in data odierna.

    E’stato comunicato che per ora il sito produttivo di Milano non chiude.

    Sono state convocate due assemblee per venerdi 26 giugno 2015.

    Continuate a seguirci per ulteriori aggiornamenti in merito.

     

    Domenica 14 giugno, nel caldo pomeriggio fiorentino, in pieno centro storico di Firenze, un gruppo di studenti e studentesse della Rete degli studenti medi e dell’Unione degli Universitari è stato aggredito da un gruppo di persone provenienti dall’estrema destra cittadina, che hanno ferito, per fortuna in modo lieve, due giovani militanti. Gli studenti tornavano da una iniziativa tenuta in Palazzo Vecchio nel contesto delle Giornate del Lavoro, organizzate in questi giorni dalla CGIL.

    La rassegna che la CGIL ha fatto nello scorso fine settimana, era una iniziativa trasversale che il sindacato aveva già organizzato l’anno prima a Rimini con l’intento comune ad altre sue iniziative, di mettere le controparti principali del mondo del lavoro italiano, l’uno di fronte all’altro, con il principale e unico obbiettivo di instaurare un dialogo comune e costruttivo per trovare la via d’uscita dal labirinto della crisi che tutta l’Europa sta passando.

    Molto probabilmente gli aggressori “pensavano” in modo totalmente differente, forse si sono sentiti provocati da quelle persone, la maggior parte di una certa età, che si muovevano tra Palazzo Vecchio, Piazza Santissima Annunziata e via Cavour, immersi nei tanti eventi e discussioni che la CGIL aveva organizzato in quei giorni, come per esempio la discussione in Palazzo Vecchio del Ministro del lavoro Poletti, e poi dopo quella a cui aveva partecipato l’architetto Fuksas e il Sindaco di Prato.

    Program-2015-con-foto.pdf-1173085939 20150613_152655

    Ma invece è sicuro che gli aggressori dei giovani ragazzi, più che aver colto una qualsiasi (e inesistente) provocazione da parte delle loro giovani vittime, o dai nostalgici vecchietti, di sicuro IGNORAVANO che il sindacato e in questo caso particolare la CGIL, vera vittima dei giochi mediatici che sono tuttora in corso, non ha mai chiesto ai suoi iscritti se avessero una tessera di partito, e soprattutto il colore della tessera; non ha mai chiesto l’idea politica, o il voto politico del lavoratore quando si è presentato davanti ai propri sportelli. Perché seppur è vero che il simbolo del primo e più antico sindacato italiano è un quadrato rosso, questo colore e la strenua difesa dei più deboli ha sempre prevaricato qualsiasi ideologia politica.

    E io lo posso testimoniare.

    Adesso vi raccontiamo la cronaca della gravissima aggressione fascista con la testimonianza di Giammarco Manfreda della Rete degli studenti medi Toscana.

    “Siamo stati aggrediti in pieno centro, attorno alle 20, in Piazza dei Cimatori, da un gruppetto di 5 persone, probabilmente di ritorno dalla partita del Calcio Storico. Le frasi rivolte ai nostri militanti e i simboli tatuati sul corpo, tra cui una svastica, li hanno identificati subito come fascisti. Hanno lanciato un bicchiere di vetro contro il nostro gruppo, ferendo una ragazza, e poi hanno strappato una bandiera dalle mani di un nostro militante, utilizzando l’asta per colpirlo e ferendo al braccio e alla mano un altro ragazzo che si è frapposto tra i due. Il tutto è durato pochi minuti, sotto gli occhi dei tanti cittadini e turisti presenti, prima che il gruppetto di fascisti si allontanasse velocemente per i vicoli circostanti. E’ intollerabile che studenti e studentesse toscani, umbri e marchigiani, presenti in città per delle scuole di formazione e per partecipare alle Giornate del Lavoro, si siano trovati al centro di un aggressione squadrista”.

    Continua Aldo Iacona, coordinatore dell’ udu Firenze: “E’ un fatto gravissimo, una violenza gratuita e arrogante nei confronti di militanti delle nostre organizzazioni. Da tempo assistiamo ad una ripresa dell’estrema destra, in tutta Italia, che sempre più spesso si rende protagonista di aggressioni e violenze ai danni soprattutto di migranti e militanti di  sinistra. Firenze è città medaglia d’oro per la Resistenza, e non è possibile tollerare azioni come questa, frutto anche della presenza in città di realtà organizzate dell’estrema destra e dichiaratamente fasciste come Casa Pound, che si nascondono dietro circoli culturali ma alimentano in realtà una politica violenta e razzista, fascista per l’appunto. Non dobbiamo dimenticare che nemmeno quattro anni fa, Firenze è stata colpita dalla Strage razzista di Piazza Dalmazia, ad opera di un personaggio, Gianluca Casseri, che frequentava proprio quegli ambienti. Abbiamo intrapreso tutte le azioni legali del caso, ma crediamo sia necessaria la presa di posizione di tutte le realtà cittadine che si riconoscono in una cultura democratica e antifascista, e una ferma reazione da parte delle istituzioni”.

    Questi gravi episodi non possono e non devono essere banalizzati come “singoli episodi”, “ragazzate” se non peggio come una “rissa” NO! questo non è altro che un attacco fascista verso la democrazia e verso chi quella democrazia rappresenta; ossia noi, persone civili, impegnate nella difesa dei nostri diritti.

    20150613_152136

    E non faccio queste accuse perché ero di prima persona a Firenze in quei giorni, e soprattutto perché sono un delegato sindacale in sigla CGIL, ma soprattutto perché il sindacato ha sempre denunciato e emarginato ogni forma di violenza, a prescindere dal colore e dalla ideologia politica che muoveva quella violenza. E ha pagato a caro prezze le denunce.

    Con la vita dei suoi iscritti.

    Guido Rossa.

     

    Alleghiamo nel link sottostante il comunicato stampa del ANPI di Firenze

    COMUNICATO STAMPA

    Ultimi Articoli

    0 555
    Ipotesi di programma per il rinnovo CCNL Telecomunicazioni l’attuale contratto che governa e determina i rapporti tra azienda e lavoratore del settore telecomunicazioni è scaduto...

    Video

    0 931
    La soglia di attenzione Siamo oramai alla fine del terzo mese dell'anno 2016 e ci siamo arrivati accompagnati dalla perenne crisi del lavoro italiano e...