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    Rinnovo CCNL Telecomunicazioni: Incontro del 06-07-16

    Ieri 6 luglio 2016 a Roma nella sede di Confindustria si è svolto il primo incontro in merito al rinnovo del  CCNL Telecomunicazioni che da alcuni anni aspetta il rinnovo.

    L’incontro in questione è solo un preliminare di una serie di incontri futuri che avranno come unico scopo quello di trovare un punto di intesa comune tra le parti al fine di sancire l’accordo sul rinnovo del CCNL in modo tale per dare tutela a tutte le persone che lavorano nel mondo delle telecomunicazioni.

    Noi eravamo presenti all’incontro con un nostro rappresentante sindacale.

    Adesso vi riportiamo una sintesi di ciò che è successo ieri, grazie anche al contributo di Marco Buti RSU Wind.

     

    Rinnovo CCNL TLC

    1º incontro 6-Luglio-2016

     

    Confindustria Nazionale/ Rappresentanze aziendali CGIL-CISL-UIL/Delegazione Nazionale O.O.S.S.

     

    Dina Ravera Presidente Asstel:

    Inizio di un percorso particolarmente delicato perché si inquadra in uno scenario certamente non facile, ancora meno adesso dopo,le vicende GB.

    È bene aver chiaro che l’obiettivo deve essere comune per poter rinnovare il contratto, con un occhio ai costi ed un altro alla qualità per continuare ad essere competitivi.

    Sul metodo di confronto è corretto partire con un ottica di ascolto reciproco per arrivare prima possibile all’obiettivo.

    Ci troviamo in un momento topico, dove misureremo il grado di maturità del sistema e della sua filiera.

    Il cambiamento va colto come segnale di pericolo ma come opportunità.

    Il cambio appalto nel comparto dei call center 

    Dopo 7 anni di perdita equivalenti a 11mld€ (20% di perdita totale) il 2015 si è chiuso in parità

    Il 2013 e il 2014 sono stati 

     -2,5% ricavi tel fisso

    +0,7% ricavi radiomobile

     Gli operatori Tlc dopo anni di forte contrazione ci stiamo avvicinando alla stabilizzazione, c’è ancora una piccola discesa dello 0,9% imputabile per lo più al fisso 400mln€ perdita, il mobile guadagna circa 100mln€

     Negli ultimi 7 anni c’è stata una contrazione globale del 30%

     -10% nel 2013

    -7% nel 2014

     Costi +0,8% legati al personale ed agli apparati

    Calo ebidta del 4% con ebidta margin 35%

    Se sommiamo i costi non ricorrenti si arriva ad un ebidta margin del 32%

    Crescono gli investimenti al 21% dei ricavi, il margine più alto degli ultimi 8 anni.

    Sommando anche il costo delle licenze si arriva al 23%

    Da dic 2013 a dic 2015 è aumentata di 3 punti percentuali, ci stiamo avvicinando a grandi passi all’Europa anche se siamo ancora molto indietro.

    La penetrazione di broadband mobile è del 22% contro circa 8% della media europea.

    Come copertura LTE L’Italia è seconda dietro la GB.

    Il consumo di dati è in continua crescita negli ultimi 5 anni +163% nel fisso, per il mobile invece siamo sopra al 500%

    In leggero calo volumi di chiamate vocali (-13%) nel fisso compensato dalla crescita del mobile.

    SMS -27%

    Gli analisti prevedono stabilizzazione nei prossimi anni con crescita di 1% annuo.

    Si punterà si IoT cloud e servizi dati innovativi nonché e-Wallet

     

     Ambito Call Center

    Si vede aumentare il peso delle commesse non telco.

    Sulle dinamiche di mercato dei principali player (7) i ricavi crescono dello 0,7%.

    La maggior parte delle attività sono gestite in in buone

    Le attività dei 7 major player valgono il 95% del mercato.

    Per questi l’ebidta margin è al solo 22%

    Il costo del lavoro incide per il 79%

    Continua a crescere l’età media con profili under 30 al 13%

    Il turnover è al 3,4%

    Le persona lavorano stabilmente in questo contesto e non più in maniera transitoria.

    In questo scenario le capex crescono del 19%.

    Nel 2015 gg formazione +5%

    Proposta di unica repository per i dati cliente per poter passare più facilmente da una parte all’altra.

    Il totale degli addetti del comparto è sostanzialmente in pareggio.

    Nei cc c’è un leggero aumento, mentre nei fornitori di apparati c’è un leggero calo.

    Overall +0,5%

     Continua a crescere l’età anagrafica, più del 50% ha oltre 40 anni gli under30 sono al 6%

    Il 64% è in azienda da più di 10 anni.

     Quest’incontro è un passaggio chiave nel breve-medio periodo, volglia,o,portare avanti un percorso operativo dentro una cornice di valori: libero mercato, buona impresa, buone relazioni per guardare al lungo periodo.

    Buona disciplina nei controlli a distanza.

    Cercare il miglio compromesso tra produttività e conciliazione delle esigenze personali.

     

    Cestaro (SLC/CGIL) :

    Ottima analisi dei dati e poi ottima la valorizzazione di sistemi di relazioni industriali.

    Il richiamo al testo unico della rappresentanza è un fatto importante.

    Su questo versante c’è da fare un lavoro importante perché la certificazione della rappresentanza da anche valore agli accordi fatti.

    La rappresentanza certificata dovrebbe essere riconosciuta anche dai nostri interlocutori e dovrebbe prevedere l’applicazione erga omnes dei contratti di lavoro per impedire che un’azienda esca da Confindustria per poter invalidare il contratto.

    Impedirebbe peraltro anche forme di concorrenza sleale tra le aziende.

    Una considerazione sul jobs act:

    L’impressione è che sulle materie che riguardano il lavoro vi sia da troppo tempo un pensiero debole che ha prodotto un impianto legislativo che prefigura un lavoro povero attraverso un meccanismo dove la contrazione dei diritti individuali va di pari passo con una contrazione dei livelli retributivi.

    Questo pensiero debole produce alcuni mostri legislativi tipo la riscrittura dell’art4 che si considera imbarazzante.

    È da molto tempo che questi processi si manifestano, noi richiamo di avere un impianto legislativo che riguarda il lavoro che mette le parti sociali ad inserire delle pezze farraginose per ovviare all’evasione dei diritti.

     Il controllo a distanza dei lavoratori non fa scopa con la produttività

    Quanto deciso a questo tavolo non diventi pane per i denti degli avvocati.

    Non si deve individuare la crescita del lavoratore come risorsa per l’azienda ma anche tendere all’indebolimento dei diritti.

     Il settore delle TLC è il centro dell’innovazione del sistema paese, come si può pensare di avere un impianto legislativo e contrattuale non adeguato?

     La contrattazione collettiva deve riportare la retribuzione e di professionalita ai livelli che gli competono.

    Siamo vicini ad un consolidamento importante, qualche numero sui numeri dello sviluppo delle reti NGN avrà qualche numero sicuramente positivo.

    È possibile che in futuro a valle della fusione WIND/h3g si avrà un nuovo 4º gestore nel sistema paese il che è un’altra stupidaggine.

    Chiaramente il nuovo 4º gestore porterà ad un nuovo abbassamento dei prezzi che è la condizione che ha portato il settore si numeri negativi visti prima, bruciando ricchezza e occupazione.

    Il tema dell’occupazione è importante perché sapendo quali sono i numeri dei giovani che non hanno lavoro ambiscono ad una collocazione nella vita lavorativa e sociale.

    L’effetto della legge Fornero sul sistema previdenziale ha drasticamente allungato la permanenza in azienda dei lavoratori con conseguente mancato ricambio di risorse.

    Lo spreco di ricchezza e occupazione ha fermato il,processo di ricambio fisiologico di lavoratori.

    Se ci sono opportunità per costruire processi che portino ad assunzioni nel comparto percorriamole fino in fondo.

    Nei cc il processo di innalzamento dell’età lavorativa ci fa capire che non è più un lavoro spot ma ben strutturato.

    Le Clausole sociali sono passi straordinariamente importanti ma non ancora sufficienti perché nn ci sono le garanzie che la norma di legge venga correttamente applicata.

    Anche questo comparto soffre della stabilizzazione tra player che può catalizzare la qualità del servizio offerto.

    Bisogna avere alle spalle imprese in grado di fare investimenti e qualità.

    Continuiamo invece a scoprire realtà che sono vergognose per la dignità di questo paese, con condizioni di lavoro al limite della credibilità, con attività in mano alla criminalità organizzata.

    Dovremmo fare degli sforzi per non permettere più gare al massimo ribasso, con aziende rispettose dei contratti, con un sistema che possa essere esportato al resto delle attività che riguardano i call center.

    La piattaforma è orientata ad un nuovo sistema di relazione e tutela dei lavoratori.

     

    Vitale (FISTEL/CISL):

    Il rinnovo capita dopo 2 anni di ritardo perché la crisi ci ha messo alle corde dovendo rincorrere i problemi delle singole aziende.

    In questo asstel dovrebbe cercare di strutturarsi di più per cercare di rispettare i tempi che ci siamo dati.

    Inoltre la legislazione esistente non agevola la crescita delle aziende.

    Prima avevamo rischi di perdita di tutele nelle aziende più piccole, adesso invece siamo alla situazione contraria, dove la perdita di tutele è molto forte nelle aziende più grandi del comparto.

    Dobbiamo riprendere una centralità delle relazioni industriali, riprendendo credibilità nelle aziende.

    Nelle singole aziende la concorrenza è importante ma sarebbe importante anche che a livello di confederazione asstel ci fosse un aspetto più solidaristico e meno competitivo.

    Già le clausole sociali sono state importanti, bisogna fare di più mettendo a posto l’art4 dove ogni azienda cerca di portare a casa quanto può.

    Recuperiamo immediatamente una centralità per dare un indicazione ben precisa su quanto fatto dal legislatore.

    L’effetto aziendale non deve essere quello di rompere, ma di tenere unito il mondo sindacale e non rompere con il sindacato confederale per non lasciare spazio a sigle autonome edi base che contribuiscono solamente ad aumentare la confusione.

    Le aziende devono stare attente al l’assegnazione delle loro commesse perché il crimine organizzato non da oggi punta agli appalti di questo comparto.

    Infiltrazioni malavitose sono già state anche riscontrate negli appalti della banda larga.

    Dobbiamo inoltre rafforzare sempre di più la proposta di un contratto forte coinvolgendo il mondo delle nuove tecnologie che tendono a far svilire il nostro contratto perché ne prelevano aziende portandole verso il settore metalmeccanico o il commercio.

    Dobbiamo avere un progetto di riqualificazione e ricollocamento delle figure giovani del nostro comparto (40/45anni mediamente) perché si rischia con le nuove norme sul mercato del lavoro di lasciarle a piedi in caso di discontinuità del rapporto di lavoro.

    Per quanto riguarda il mondo del customer invece dobbiamo fare una grande azione di utilizzo delle figure professionali (per lo più laureate) per sfruttarne le potenzialità all’interno delle aziende di telco contribuendo ad alleggerire i settori dove è più facile assumere forze fresche.

    È da circa 6 anni che non riusciamo a fare trattative di secondo livello a causa della sovrapposizione del rinnovo del CCNL.

    Questo fa sì che il secondo livello sia di fatto sparito mentre invece bisogna restituire valore alla contrattazione di secondo livello perché è in quella sede che la ricchezza prodotta dalla singola azienda viene redistribuita.

     

    Ugliarolo (UILCOM):

    Finalmente oggi possiamo aprire il confronto dopo tutta l’attesa dovuto anche al contesto generale di settore ben poco favorevole

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    1149 VOLTE GRAZIE!!!!

    Si sono concluse le elezioni delle RSU/RLS Telecom che conferma

    SLC CGIL primo sindacato in Toscana con il 62% (+7,7% rispetto alle ultime elezioni)

    Un risultato meritato, ottenuto grazie all’impegno di tutti: candidati, delegati, RSU e alle lavoratrici e i lavoratori che con il loro voto hanno premiato il lavoro e i valori di SLC, a partire dal rispetto del rapporto democratico con i lavoratori, riconoscendo in SLC un fondamentale punto di riferimento per la difesa dei propri diritti.

    Duole purtroppo rilevare che, stante un’incomprensibile presa di posizione da parte dei rappresentanti di cisl e uil nella commissione elettorale regionale, a circa 50 lavoratori è stato impedito di poter esercitare il  loro diritto a votare i propri rappresentanti.

    2016-02-18 11.17.26

    Anche nelle aree STAFF grande affermazione di SLC CGIL che ottiene il 75% dei consensi,

    ma anche in questo caso sono stati frapposti ostacoli alla partecipazione al voto a seguito di una presa di posizione dei componenti di cisl e uil nella commissione elettorale di Roma che hanno permesso ai lavoratori della Toscana di votare solo il secondo giorno di votazione alle 10,00 impedendo in tal modo la libera espressione di voto a tutti i colleghi di Pisa e alcuni di Firenze assenti il secondo giorno!!!

    Le lavoratrici e i lavoratori oggi possono guardare al futuro con più forza e speranza.

    SLC CGIL Toscana ringrazia tutti i rappresentanti in lista, i delegati, i propri componenti la commissione elettorale per l’impegno profuso e tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori per la fiducia accordataci consapevoli dell’impegno e della responsabilità oggi ancora maggiore per la tutela dei diritti di tutti i lavoratori anche in vista dei numerosi e gravosi impegni che abbiamo davanti: dal piano industriale di Telecom al rinnovo del CCNL scaduto da oltre un anno.

     

    Firenze, 21 gennaio 2016

    Alleghiamo file PDF

    Comunicato elezioni RSU Telecom

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