il bilancio 2015 del “Jobs Act”

oggi pubblichiamo e alleghiamo come sempre, un interessante nota della CGIL in merito agli effetti dopo l’entrata in vigore del Jobs Act renziano sulle nostre vite.

La nota emessa dalla CGIL non si limita a snocciolare i dati finali di questi effetti, ma come tutti noi possiamo leggere nella premessa, elenca i metodi, le motivazioni e i riferimenti che sono stati scelti per le proprie conclusioni.

E leggendo la nota -si tratta di 4 paginette- possiamo capire che dall’entrata in vigore della legge, abbiamo oggi un saldo positivo di assunzioni, che però rispetto ai posti persi dall’inizio della drammatica crisi che stiamo ancora vivendo, si tratta di un numero esiguo, ma che soprattutto ha portato un abnorme esborso finanziario pubblico fatto di decontribuzione e deduzioni, ossia denaro che non è entrato nelle casse dello Stato.

Ovviamente tutti noi siamo d’accordo e assolutamente favorevoli a un sostentamento reale al mondo del lavoro, specie quando si tratta di nuovi inserimenti e trasformazioni a tempo indeterminato, ma solo quando questi benefici hanno un costo sostenibile dalla intera comunità e quando queste iniziative non hanno dei costi sociali a carico delle persone che entrano nel lavoro – come ad esempio la perdita dell’articolo 18-.

Alleghiamo in formato PDF il documento.

Nota cgil effetti Jobs Act 5-2016

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