Palermo/Rende solo andata

I Lavoratori e le Lavoratrici di Almaviva impiegati nelle sedi di Palermo hanno dimenticato da molto tempo il significato della parola “pace” e della parola “certezza” quando queste sono riferite alla loro situazione lavorativa.

Tutti noi conosciamo bene le loro disavventure e il salato conto che era stato presentato alle OO.SS. di oltre 1000 persone licenziate. Nonostante l’ultimo accordo sottoscritto tra le parti nei primi mesi di quest’anno, Almaviva è partita di nuovo alla carica mascherando con un trasferimento di personale un licenziamento collettivo.

154 persone che per mantenere il proprio lavoro (e per la maggior parte si tratta di lavoratori part-time 20 ore settimanali) si devono trasferire da Palermo a Rende (CS)

154 tra uomini e donne che per poter percepire un modesto stipendio si devono accollare 420 chilometri di distanza tra il luogo dove vivono e quello in cui per sole 4 ore della propria giornata dovrebbero svolgere il loro lavoro.

Solo 420 chilometri, perché abbiamo  considerato il viaggio d’andata tra Palermo e Rende senza ritorno, perché è chiaro a tutti che si tratta di una proposta non accettabile e che non lascia in tasca un minimo salario per vivere.

Le OO.SS ovviamente non stanno al gioco che Almaviva ha messo sul tavolo e hanno chiesto urgentemente di anticipare il tavolo d’incontro su Almaviva del 20 ottobre, soprattutto perché prima di questa data le persone interessate dal trasferimento saranno costrette a dare il proprio assenso al trasferimento per non essere licenziate.

Questo è solo uno dei tanti stratagemmi, una delle tante situazioni possibili e immaginabili che travalicano anche gli accordi scritti tra le parti a cui il nostro settore è esposto e profondamente debole, perché fintanto che l’unico criterio possibile sarà il mero costo del lavoro, non ci saranno mai ne accordi, ne clausole sociali che potranno garantire la continuità del nostro incerto lavoro.

#AlmaeViva

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Alleghiamo articolo dal mattinale della CGIL:

ALMAVIVA. SLC CGIL: SITUAZIONE DRAMMATICA, IL TAVOLO AL MISE SUBITO   

“Il tavolo subito. Il 20 ottobre saranno già compromesse 154 vite”. I lavoratori di Almaviva 

Palermo chiedono che il tavolo di monitoraggio convocato per il 20 ottobre dal ministro 

Teresa Bellanova al Mise con Almaviva, per discutere innanzitutto dei 154 trasferimenti  da Palermo a Rende, venga anticipato. E’ questo l’appello lanciato ieri dalle segreterie e  dalle Rsu Almavica Contact Palermo Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, Ugl nelle cinque  assemblee convocate nei turni di lavoro, tre al cinema Lux e due al teatro Ranchibile Don 

Bosco, una alle 18 e l’ultima alle 22. “Assemblee dal clima infuocato – dice Emiliano  Cammarata, Rsu Slc Cgil di Almaviva, commessa ad esaurimento di Enel – Al ministro  abbiamo inoltrato la richiesta di anticipare l’incontro al Mise prima possibile. Per noi il 20 è  troppo tardi. Il 24 è già la data per chi deve trasferirsi del primo giorno di lavoro a Rende.  Questi trasferimenti sono pretestuosi. Il 95 per cento delle persone che ha ricevuto la  lettera sono part-time a quattro ore. Si tratta di licenziamenti mascherati. Senza contare il  danno morale: quasi tutti siamo lavoratori con il marito o la moglie in altre commesse  Almaviva. Verrebbero divise famiglie. E’ evidente che lo scopo è quello di indurre alle  dimissioni i lavoratori in quanto l’azienda è consapevole dell’insostenibilità di questi 

trasferimenti”. “Una delle proposte che abbiamo fatto – aggiunge Emiliano Cammarata – è di gestire a Palermo il traffico di cui dovremmo occuparci da Rende. Ci hanno risposto che  ci sono precisi vincoli contrattuali da parte di Alitalia e Telecom che impegnano Almaviva a  gestire il traffico da Rende. Ci domandiamo se queste affermazioni corrispondono alla  realtà. Chiederemo conferma ad Alitalia e Telecom di questo, se ne assumano la  responsabilità”.  A preoccupare anche i lavoratori, la minaccia ventilata della riapertura delle procedure di mobilità. “L’azienda ha riparlato in queste ore di un progetto di ristrutturazione dietro il quale può celarsi un licenziamento collettivo. Serpeggia molta paura. Che fine hanno fatto  gli accordi siglati il 31 maggio scorso? Facciamo un appello alle istituzioni: chiediamo un progetto di rilancio che riguardi tutti i lavoratori di Almaviva Palermo”. L’invito ad anticipare il tavolo è stato rivolto al ministro con un tweet bomb scattato nel pomeriggio sul suo account twitter e Fb con questo testo: “@TeresaBellanova il 20 ottobre saranno già compromesse 154 viste, il tavolo va convocato subito! #Almaviva #siamotuttiAlmaviva #maiarrendersi”.SLC CGIL 

 

 

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