“People Care”, o come adesso lo hanno iniziato a chiamare gli ex-dipendenti “il call-center di Guasticce” visto che la loro esasperazione e’ talmente tanta da non voler più sentire nemmeno pronunciare il nome della loro azienda , è il call center che fino a pochi giorni fa dava lavoro a oltre 400 persone nel territorio tra i comuni di Collesalvetti e Livorno.
Oggi,insieme a Samuele Falossi coordinatore regionale della Toscana di SLC/CGIL, siamo andati da loro per aiutarli a presidiare il luogo di lavoro, perché in questi giorni tutti i dipendenti hanno iniziato il proprio percorso per attivare l’attuale ammortizzatore sociale previsto dalla nuova legge sul lavoro, la cosiddetta NASPI dell’attuale governo Renzi, presso gli uffici dell’impiego.
A proposito: chi fosse maggiormente interessato a sapere come funziona e come si accede alla NASPI, vi consigliamo di scaricare il manuale che abbiamo inserito nell’articolo “NASPI-Disoccupazione” presente sul nostro sito.
La storia che ha condotto i 400 lavoratori e lavoratrici al drammatico esito di oggi risale addirittura allo scorso anno, quando nel mese di dicembre 2014 l’azienda faceva capire di non essere più intenzionata a rinnovare la commessa con SEAT PAGINE GIALLE, committente che addirittura aveva aperto il call-center di Guasticce quasi 10 anni fa con il nome di Telegate, e inoltre provvedeva a spostare parte del traffico telefonico della commessa stessa verso altri call-center italiani e esteri.
E le lavoratrici e i lavoratori di Guasticce, giorno dopo giorno,si vedevano svuotare il loro lavoro e la loro professionalità maturata in 10 anni di lavoro, per essere affidata ad altre mani e altre voci a discapito della privacy del cliente e alla qualità percepita del cliente stesso.

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Ma nonostante questo l’attuale proprietà non ha offerto nessuna altra soluzione alternativa a quella del licenziamento collettivo.
Dietro le parole “licenziamento collettivo” ci sono soprattutto i volti delle donne di Guasticce, come Sonia, Samantha, Maria e altre centinaia, e ci sono soprattutto quelli dei loro figli, che oggi come piccoli uomini e piccole donne erano al fianco dei loro genitori per difendere il proprio futuro.
Oggi la commessa SEAT PAGINE GIALLE è stata correttamente aggiudicata da Comdata società operante nel settore call-center, e questo rimane l’ultimo spiraglio per Guasticce; infatti domani 4 giugno al MISE è stato convocato un tavolo per cercare di trovare un accordo, che ovviamente rispetti chi si è aggiudicato la commessa, e anche chi fino a pochi giorni fa la lavorava, regolarmente e con successo.

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Questa situazione non si sarebbe mai avverata se nel nostro ordinamento fossero presenti, come nel resto della Comunità Europea le clausole sociali, come la “continuità di appalto” promossa dalla CGIL , che tutela il lavoratore e la lavoratrice, oltre a impedirne la folle corsa al massimo ribasso.
Ma anche nel caso che domani 04-06-2015 non si trovasse la via d’uscita che tutti si augurano, le lavoratrici di Guasticce non rimarranno inerti, non punteranno il loro dito verso le persone che domani lavoreranno quella che loro considerano la “loro commessa”, sia che questa venga lavorata in Italia oppure all’estero, ma bensì si organizzeranno e con determinazione inizieranno a difendersi, con le unghie e i denti, come solo le donne, le mamme e le leonesse sono capaci di fare.
Noi di Pistoia saremo al loro fianco.

 Intervista alle Lavoratrici

Intervista a Filippo Bellandi SLC/CGIL Livorno e RSU People Care

Intervista a Samuele Falossi coordinatore regionale Toscana SLC/CGIL

 

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