#siamotuttiuptime
Articolo 1 della Costituzione Italiana:
“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”

Gli articoli Costituzionali, ossia le idee e lo spirito delle persone che hanno liberato l’Italia dalla dittatura fascista e dal nazismo tedesco, oggi come oggi sono spesso dimenticate, bistrattate e addirittura messe in discussione per una eventuale riscrittura e ammodernamento.

Ma fino all’ultimo secondo in cui non verrà terminata l’eventuale riscrittura di una nuova Costituzione Italiana, tutti noi siamo tenuti e obbligati a rispettare e a tutelare quella che abbiamo oggi. Ma cosa succede quando chi non rispetta la Costituzione Italiana è chi ha scritto gli articoli e li deve difendere?

Poste Italiane spa è come tutti noi sappiamo un’azienda – una delle poche, vista l’incomprensibile fretta di cedere le aziende statali- che ha ancora il 60% delle sue azioni in mano allo Stato Italiano, ossia il soggetto che a suo tempo ha scritto l’articolo 1 della Costituzione Italiana, ma che nonostante questo ha deciso di licenziare ben 100 persone, in maggioranza donne e mamme che lavorano per Uptime spa.

Uptime spa lavora per il numero verde 803 160 di Poste Italiane spa, che dopo una lunga e travagliata vertenza ha deciso di rescindere dalla collaborazione con GEPIN -Uptime spa è partecipata sia da Poste Italiane 30% che da GEPIN- e cosi lasciare a casa e senza lavoro ben 100 persone.

Ma questo non è tutto, tralasciando il travagliato percorso dal momento della nascita, che nel lontano 2003 da una cessione di ramo d’azienda crea la Uptime spa -50%GEPIN, 30%OMEGA (vi dice nulla questo nome?) 20%Dda- passando dal fallimento OMEGA – anno 2009 (vi ricorda nulla?) – le lavoratrici e i lavoratori arrivano ai giorni nostri e dopo ben 15 anni di onorato servizio e dopo l’arresto per bancarotta fraudolenta di Zavaroni -Presidente di GEPIN,società di maggioranza – vengono a sapere che Poste Italiane hanno l’intenzione di inserire le attività lavorate da Uptime in una nuova gara d’appalto.

FB_IMG_1455820843840

Il resto di questa drammatica storia è quella che oggi tutti noi che lavoriamo nei call-center conosciamo, ossia quella della gara che Poste Italiane ha appaltato a varie società a un costo irrisorio che non è sostenibile da nessuna azienda seria che lavora sul territorio Italiano con tutte le agevolazioni possibili, persino usufruendo degli sgravi fiscali che il “Jobs act” mette a disposizione non è possibile sostenere una commessa che viene pagata da Poste Italiane tra i 29 e i 33 centesimi al minuto.

Ma Poste Italiane –ricordiamo la partecipazione del 60% dello Stato Italiano – la pensa diversamente. Non si preoccupano affatto della ricaduta che questa scellerata decisione può avere e sta causando a migliaia di persone e in particolare ai 100 operatori di Uptime. Non si preoccupa di questo nemmeno lo Stato Italiano, che nel caso di licenziamento di queste persone, dovrà attivare i sostegni economici e gli armonizzatori sociali, con ulteriori spese che saranno a carico di tutti noi, lavoratori e lavoratrici, cittadini e cittadine che regolarmente paghiamo le tasse che ci vengono prelevate direttamente dalle nostre competenze in busta paga.

Ma non hanno fatto i conti con le 100 donne e 100 mamme di Uptime, non hanno fatto i conti con la loro determinazione, la loro rabbia, la loro voglia di giustizia e la voglia di gridare la verità, quella che al momento le vedono in difficoltà, ma che alla fine di questo bieco gioco le vedrà vincitrici. E nel frattempo si danno da fare; si mobilitano, rilasciano interviste, cercano contatti per sensibilizzare la cittadinanza – come hanno fatto con noi – e pensano anche al prossimo, provocatoriamente pensano al prossimo, donando il loro sangue per aiutare chi ne può aver bisogno, così in modo che Poste Italiane non glielo possa portare via.

volantino donazione sangue sciopero

Scrivo e firmo questo articolo, di questa storia in cui mi sono appassionato, mi sono reso partecipe, in cui mi sento protagonista, perché anch’io ho vissuto quello che hanno vissuto e stanno vivendo le lavoratrici e i lavoratori di Uptime, perché quella stessa incertezza mista alla voglia di fare e di trovare una soluzione, io l’ho vissuta 6 anni fa, in quei 100 giorni di Lotta Perfetta che mi hanno visto insieme ai miei colleghi vincere una difficile vertenza dopo il fallimento Answers e della OMEGA.

Scrivo e firmo questo articolo – non lo avevo mai fatto prima – anche e soprattutto per manifestare il mio rispetto e la mia vicinanza a tutte quelle persone, che seppur non conosco, sento particolarmente vicine e care.
Un abbraccio.
Giacomo Rossano Romani RSU SLC\CGIL Call&Call Pistoia.

Alleghiamo una cronostoria della Uptime, foto di alcuni colleghi e video.
Per cortesia condividete.
Grazie.

FB_IMG_1455820859544

su Facebook cercate e cliccate “mi piace” su Siamo Tutti Uptime

  • Nel 1/1/2003, per effetto di una cessione di ramo d’azienda, di cui in allegato, nasce la Uptime Spa(50% Gepin, 30% omega, 20% Dda)i
  • . il lavoratori coinvolti sono: 140 circa. All’ epoca al ministero delle comunicazioni è insediato Gasparri, e sin dal primo momento si parla di un interesse di alleanza nazionale per la cessione considerati i rapporti politici sia dei vertici di gepin che di quelli di omega
  • Le attività cedute riguardano: assistenza clienti dedicati Sda, risposta telefonica numero verde poste e assistenza clienti reclami per paccocelere1, pacco celere 3, pacco ordinario, help desk Sda.
  • L’attività, contrattualizzata attraverso accordo commerciale tra Poste/Sda e Uptime in realtà viene svolta in maniera indifferenziata dal personale di Uptime, di Gepin e di Omega.
  • Il primo contratto di durata 3+3 anni si protrae attraverso proroghe annuali automatiche che con comportano una rivisitazione delle clausole commerciali.
  • Anno 2009 fallisce Omega’assetto societario viene rivisto: 70% Kepi 30% Sda. I lavoratori di omega, tutti licenziati, che decidono di fare causa per interposizione di manodopera ad Ultime(il contratto in essere era quello tra poste e Ultime) vengono reintegrati negli anni successivi.
  • Sin dal 98/99  gli ex lavoratori Sda, poi esternalizzati,hanno fondato i servizi di assistenza sia Sda che poste. Il livello di professionalità ad oggi è tale che ha comportato un’autonomia decisionale sulla chiusura delle pratiche. In sede è presente personale di poste italiane  per la gestione dei casi particolari. Ai clienti rispondiamo come assistenza clienti poste italiane e interloquiamo con uffici postali e vari esponenti di direzione poste. In tutti i casi i rapporti vengono finalizzati come fossimo personale diretto di poste.
  • Anno 2015. Nel febbraio 2015 Zavaroni presidente di Gepin e azionista di maggioranza di Uptime finisce in carcere con l’accusa di bancarotta fraudolenta relativa a una società da lui gestita in anni precedenti(Getek)
  • Il ramo contact di Gepin viene venduto a una società immobiliare, la Samo.
  • Solo a seguito dell’arresto di Zavaroni iniziano a circolare le voci che sul fatto che le attività da noi gestite saranno inserite in un bando di gara(in realtà si tratta di affidamento selezionato tramite inviti riservati di poste)e che esiste una precisa volontà da parte di poste di dismettere la partecipazione azionaria, detenuta attraverso Sda, in Uptime.
  • La gara è stata pre.assegnata il 25 novembre e uptime è fuori!Poste ha aperto le buste e il lavoro di uptime, ricompreso in più lotti, è stato spartito tra diverse società ad un prezzo così basso(tra i 29 e ii33 cent)da rendere impossibile il pagamento regolare di qualsiasi lavoratore! Così Poste e Sda dopo 15 anni  scaricano 100 lavoratori, per 80 %  Donne e Mamme, e l fanno assegnando le loro attività a società molto discusse e con conosciuti problemi di liquidità e contenziosi con lo Stato per mancato pagamento di Iva e Contributi. A meno di un mese dall’approvazione delle clausole sociali con cui Governo e Parlamento hanno inteso regolare la barbarie dei cambi d’appalto nell’attività di call center, i manager di un’azienda pubblica privi di etica e responsabilità sociale danno uno schiaffo alle Istituzioni scaricando i  lavoratori ch da 15 anni, gli dedichiamo un pezzo importante della loro vita!osi
  • In questo modo si determinerà la condizione per cui i 100 lavoratori di Uptime, per l 80 % mamme e donne, già dipendenti Sda e che operano come personale di poste italiane, non avranno  alternativa che una lunga stagione di declino professionale che sfocerà, alla fine dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali, nella inevitabile chiusura del rapporto di lavoro
  • Un esperto del lavoro coadiuvato da uno studio legale, invitato a un’assemblea dei lavoratori, ha asserito che esistono tutte le condizioni per intentare causa a poste per interposizione di manodopera  con ottime possibilità di successo. In questi giorni i lavoratori stanno avviando l’iter legale. Tale soluzione comporterà un inutile dispendio di denaro pubblico da parte di poste (l’opposizione ai licenziamenti che potrebbe essere tranquillamente evitata attraverso una soluzione in bonis che dia garanzia di continuità occupazionale)
  • Da luglio 2015 i lavoratori uptime spa hanno intrapreso una serie di iniziative, su lungo periodo con:3 dicembre con una manifestazione sotto poste viale europa,  , il 9 dicembre con una manifestazione presso piazza Montecitorio, e un presidio costante sotto poste italiane dal 4 dicembre che continua ad oltranza, insieme ai volantinaggi quotidiani nei più grandi uffici di roma.
  • Il 18 gennaio abbiamo organizzato lo “sciopero delle mutande con lo slogan”poste ci sta mettendo in mutande”
  • Il 22 gennaio lo sciopero dei fantasmi
  • Il 27 gennaio abbiamo organizzato lo sciopero del sangue con lo slogan “se poste vuole il nostro sangue noi non glielo diamo, lo domiamo,
  • Stiamo organizzando lo sciopero dei calendari per far si che poste scelga una data per il tavolo di trattativa per farsi carico di 100 lavoratori, per lo più donne e mamme, che non devono essere le vittime sacrificali dei giochi politici dei manager di poste

i video di #SiamotuttiUptime

https://youtu.be/19iNIpTNJ_g

https://youtu.be/4dZFZ98GIXU

https://youtu.be/6og8ufXZcjo

FB_IMG_1455820798612

FB_IMG_1455820853599

Articoli Simili

0 291

0 460

Nessun Commento

Lascia un Commento